Medicine non convenzionali nel cuore di Roma

OMEOPATIA

La medicina omeopatica ha radici profonde perché il suo ispiratore è stato Ippocrate, il padre della medicina, che nel IV secolo a.C. aveva gettato le basi per lo sviluppo della futura scienza medica.
Ippocrate in effetti preconizzò tre metodi per curare le malattie, basandosi sul principio che a tutt’oggi dovrebbe rimarcare qualsiasi approccio terapeutico “Primum non nocere”.
I tre enunciati Ippocratici descrivono tre diversi criteri nel combattere le malattie:

Malattie curate con l'Omeopatia:

GENITO-URINARIE: cistiti, calcolosi, prostatite, ipertrofia prostatica, uretriti, enuresi

METABOLICHE: obesità, magrezza, disturbi della crescita, colesterolo

PSICONEUROTICHE: sindromi ansiose, squilibrio psichico, depressioni, esaurimento nervoso, insonnia, nevrosi cardiaca, alterazioni dell'umore

DELLìAPPARATO VASCOLARE: flebiti, emorroidi, insufficienze venose e linfatiche, arteriopatie periferiche

OSTETRICO-GINECOLOGICHE: trattamento stimolante nell'infertilità (Prof. Nicolò VISALLI); alterazioni del ciclo mestruale (amenorrea, polimenorrea, dismenorrea) leucorrea, vaginiti, mastiti, cisti ovariche, condilomatosi, herpes genitale, fibromatosi uterina, prevenzione e cura dei disturbi della menopausa, vomito gravidico, rivolgimento podalico

DERMATOLOGICHE: dermatite, eczema, micosi, verruche, herpes Zooster

RESPIRATORIE-OTORINOLARINGOIATRICHE: riniti acute-croniche, rinite allergica, sinusite, laringite, faringite, bronchite asmatica

OSTEOARTICOLARI: artrosi nelle diverse localizzazioni (cervicale, lombare, dell'anca, del ginocchio, ecc.) periartrite scapolo-omerale, discopatie, ernia discale, tendinite, lombosciatalgia

NEUROLOGICHE: cefalea, nevralgia del trigemino, paralisi facciale, sequele post-ictus cerebrale, vertigini

DELL'APPARATO GASTRO-INTESTINALE: epatopatie, colite, stipsi, diarrea, nevrosi gastrica, gastrite e ulcera gastrica

La medicina moderna ha sviluppato solo il principio del “contraria contraris” che può essere considerato il presupposto dell’uso di farmaci di sintesi che nella loro azione si oppongono ai sintomi della malattia ed in effetti il loro meccanismo è svolto dagli anti infiammatori, dagli antibiotici, degli anti nevralgici, dagli antidepressivi ecc.
Nel secondo principio Ippocratico “similia similibus” ritroviamo invece i presupposti da cui nasce e si sviluppa la medicina omeopatica per merito di un medico tedesco Samuel Christian Hahnemann che nel 1796 riportò su di una rivista scientifica le sue prime esperienze sull’applicazione del principio di similitudine.

Sala di attesa

Hahnemann è figlio di un periodo storico particolarmente fecondo non solo per lo sviluppo della scienza ma per tutta la trasformazione culturale sociale e politica che l’Illuminismo favorisce ed innesca, come rinnovamento ideologico che pervade l’Europa all’inizio del XIX secolo.
È così che Hahnemann si deve misurare con la crisi di una medicina ancorata alle purghe ed ai salassi ed è egli stesso da considerarsi tra i promotori della maturazione scientifica del metodo sperimentale. Hahnemann è profondo conoscitore della chimica, della fisica, della biologia, perciò non solo medico ma uomo ricco di stimoli nella sua ricerca nella lotta contro le malattie
L’omeopatia nasce dalla sperimentazione che Hahnemann condusse per primo su se stesso ed in seguito su numerosi volontari per verificare la possibilità di curare le malattie con sostanze che potevano sviluppare sintomi simili alla malattia stessa.

Sala di attesa

Il termine OMEOPATIA fu coniato da Hahenmann ed il suo significato si deduce dai due termini che la compongono: OMOIOS ovvero il simile e PHATOS malattia intesa però non solo come entità fisica ma come sofferenza che coinvolge sia il corpo che la psiche.
La medicina omeopatica si basa così su tre principi fondamentali che ne definiscono le peculiarità. La legge di similitudine, l’infinitesimale ed una concezione particolare del malato e della malattia cioè il terreno.

La similitudine è una legge biologica universale e nasce dalla osservazione secondo cui qualsiasi sostanza derivata da uno dei tre regni della natura (vegetale, minerale, animale) se somministrata sperimentalmente in dose ponderale ad un individuo sano e sensibile, è in grado di provocare un particolare quadro sintomatologico correlato agli effetti tossici della sostanza.
Somministrando la stessa sostanza non in dosi ponderali, ma diluita e dinamizzata ad un malato che presenta un quadro clinico simile si ottiene la guarigione della malattia.
Il secondo principio dell’infinitesimale è un corollario del precedente poiché per svolgere un’azione terapeutica dolce ed efficace quindi priva di effetti avversi si dovrà procedere alla diluizione ed alla dinamizzazione delle sostanze per poter così eliminare il loro potere tossico e conferire loro la proprietà medicamentosa.
Il processo di diluizione e di dinamizzazione in effetti riduce al minimo la quantità di sostanza iniziale (tintura madre) fino a tal punto che la sua concentrazione molecolare è talmente ridotta che il principio attivo non è più presente in forma ponderale ma solo informa di energia come messaggio conferito al veicolo del medicamentoso cioè in forma infinitesimale.
Esistono numerosi esempi che possono chiarire il rapporto di similitudine tra un quadro sintomatologico sperimentale ed una particolare malattia che si esprime con lo stesso quadro sintomatologico.

Il veleno che un insetto come l’ape inietta nella cute di un individuo provoca una caratteristica infiammazione che si presenta con un edema, cioè un gonfiore, di colore rosato, un dolore pungente come di un ago infuocato che viene aggravato dal minimo contatto e migliorato con il freddo locale.
Apis identifica il medicamento omeopatico preparato con il veleno dell’ape ma che è stato diluito e dinamizzato con un procedimento particolare per poter svolgere una azione terapeutica diretta nei confronti di qualsiasi processo infiammatorio sia cutaneo che mucoso con caratteristiche simili anche se di natura differente, come può avvenire in alcune forme di tonsilliti, di artriti o di cistiti.
Il caffè può provocare se ingerito a forte dosi un quadro sintomatico di tachicardia , palpitazioni, agitazione ed eccitazione che rende l’individuo insonne. L’insonnia è accompagnata da uno stato di veglia con lucidità mentale, ed un afflusso di pensieri incessanti.

Sala di attesa

Coffea è il rimedio che somministrato in tutti i soggetti che presentano questo particolare tipo di insonnia permette di guarirla.
Il Cloruro di sodio invece che è il sale marino e dunque apparentemente inerte, acquisisce un potere medicamentoso se somministrato in diluizione omeopatica come Natrum muriaticum, agisce per esempio risolvendo le cefalee caratteristiche del periodo adolescenziale.
In genere si tratta di ragazzi denutriti e magri malgrado un appetito aumentato, iperemotivi e tendenti a rifuggire i contatti umani, inclini agli stati depressivi e che presentano crisi di cefalea pulsante preceduta da disturbi visivi.
Le basi fondamentali della medicina omeopatica costituite dal principio di similitudine e dalla preparazione infinitesimale dei rimedi che acquisiscono le proprietà terapeutiche in virtù della diluizione e della dinamizzazione, si completano con una visione olistica del malato e della sua malattia.
La concezione olistica caratterizza l’omeopata perché considera il malato nella sua inscindibilità psicofisico e non come la somma delle diverse singole parti anatomiche. Per l’omeopatia ciascun individuo è unico ed esprime la sua malattia con modalità proprie. Così più persone affette da una stessa patologia non vengono curate con lo stesso medicamento.
Se un epidemia influenzale provoca sintomi comuni relativi ad un forte rialzo febbrile e uno stato di malessere generale, il medico in genere prescriverà sempre e comunque farmaci antipiretici uguali per tutti.
L’omeopata invece dovrà differenziare singolarmente le diverse modalità sia fisiche che psichiche che ogni malato presenta quando è colpito dalla sindrome influenzale.
La sete intensa, o l’assenza di sete, il bisogno di riposo, o al contrario la necessità di muoversi, lo stato di agitazione, o quella di completo abbandono, l’assenza di sudorazione o l’eccessivo sudore, il desiderio di bevande fredde o calde, ciascuna di queste modalità caratterizza i diversi rimedi che possono essere prescritti nelle sindromi influenzali.

Belladonna

Così nello stato febbrile Belladonna è abbattuto e suda, Aconitum invece non suda ed è agitato, Bryonia ha sete per grandi quantità d’acqua e resta immobile perché qualsiasi minimo movimento lo aggrava, Arsenicum Album ha sete ma beve a piccoli sorsi ed è freddoloso, Apis non ha sete e migliora invece per il freddo, Rhus tox non può restare immobile e preferisce muoversi perché i dolori muscolari in questo modo si attenuano.
Per la medicina omeopatica non esiste solo la malattia, ma soprattutto il malato. Da questo particolare approccio scaturisce uno dei più importanti aspetti che rende ancora più originale la medicina omeopatica: il terreno.
Nel terreno identifichiamo sia il patrimonio genetico che ciascun individuo riceve alla nascita ma anche tutti quei fattori costituzionali legati all’ambiente in cui l’individuo vive (che imprimono un’attitudine particolare a rispondere alle diverse situazioni di tipo psicoemotivo, alimentari e climatiche).
I medicamenti omeopatici sono in grado di rafforzare il terreno concepito così nel suo insieme psicofisico e che può condizionare l’insorgenza soprattutto delle malattie croniche. Sotto questa angolazione l’omeopatia è unica poiché l’azione che può svolgere nei confronti del terreno permette di affrontare patologie complesse come le malattie allergiche, le malattie reumatiche, le psiconevrosi, le malattie metaboliche ecc.
Quali malattie possono essere curate con l’omeopatia. Innanzitutto questa particolare metodica non si presta ad essere inquadrata nell’ambito specialistico come per la medicina allopatica.
Il medico omeopata è un medico prativo nel senso globale perché le sue conoscenze sono tali da potergli permettere di spaziare dalle malattie respiratorie a quelle ginecologiche a quelle pediatriche o quelle allergiche o ancora alle psichiatriche senza eccezione alcuna.
Lo studio dell’Omeopatia è quello che abbraccia tutta la medicina generale e non presuppone un solo campo di applicazione. Al contrario è sempre possibile che un medico specialista possa comunque applicare nella sua branca le sue cognizioni omeopatiche.
Così come è pressoché singolare, per non dire inutile, l’utilizzo combinato di medicamenti omeopatici e farmaci chimici, anche se è sempre possibile cascare in qualche trappola pericolosa. E’ meglio un buon allopata che un pessimo omeopata.

CONSIGLI UTILI PER LA CURA OMEOPATICA

I granuli si devono assumere usando l'apposito contenitore, senza toccarli con le mani.
I granuli si prendono lontano dai pasti (circa 1/2 ora prima o 2 ore dopo).
Le gocce vanno diluite in un po' d'acqua.
Durante la cura omeopatica si dovranno seguire delle regole igienico-dietetiche come ad esempio limitare il consumo di alcoolici, di tabacco, di spezie e cibi di difficile digestione che permetteranno all'organismo di non interferire con il processo di guarigione.