IL Mal di schiena
Si è potuto dimostrare che tale disturbo ha costi sociali elevatissimi e, secondo i dati dell'INPS, rappresenta la seconda causa invalidante dopo le malattie cardiovascolari. Come mai tante persone soffrono di mal di schiena? Generalmente le cause primarie si attribuiscono all’artrosi e all’ernia del disco, ma lo studio più approfondito della sintomatologia dolorosa derivante dal mal di schiena, ci porta a ricercarne altre al di fuori della colonna vertebrale.
Se fosse solo un problema di artrosi o di ernia discale non sarebbe possibile spiegare perchè taluni soggetti, con un quadro radiologico che presenta segni avanzati, non accusano alcun tipo di disturbo, mentre altri, radiologicamente non significativi, ne soffrono con relativa frequenza.
Spesso è il sintomo a diminuire momentaneamente piuttosto che la cauCome è possibile dare una risposta che spieghi tutto questo? Prima di addentrarci nella vastità delle cause che vedremo essere molteplici, accenniamo breve¬mente all’anatomia della colonna vertebrale.
Le vertebre di cui essa è formata sono in numero di 33-34 (7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali, 4 o 5 coccigee), separate l’una dall’altra da cuscinetti fibrocartilaginei chiamati dischi intervertebrali tenuti in posizione da capsule articolari e da legamenti che grazie alla loro elasticità consentono alla colonna una adeguata mobilità ed ammortizzano tutti gli urti provenienti dall'esterno. In basso la colonna è collegata al bacino, il quale è formato da quattro ossa (2 ossa iliache, sacro e coccige).
Questo si trova all'incrocio di forze ascendenti e discendenti tramite collega¬menti muscolo-tendinei. Dal basso verso l'alto il bacino è collegato alla colonna vertebrale dal muscolo psoas e dall'alto verso il basso dal grande dorsale. Per questa ragione, qualsiasi perturbazione proveniente dal basso o dall'alto si ripercuoterà prima sul bacino e di conseguenza sulla colonna, dando luogo ad una sintomatologia dolorosa che non dipende dalla colonna stessa. Questo tipo di mal di schiena viene definito di origine ascendente o discendente e viene trattato con successo dall'osteopatia. Per fare un esempio di quello ascendente prendiamo il caso, frequente, di una distorsione interna della caviglia. Il piede ruota all'interno e mette in tensione i muscoli peronei e poi il bicipite femorale; queste torsioni a catena mandano l'ala iliaca dello stesso lato fuori posto per cui, il sacro e di conseguenza la colonna lombare, si troveranno inclinati da un lato provocando lo schiacciamento dei dischi invertebrali ed il restringimento dei forami di coniugazione (fori in cui passano i vasi e i nervi sensitivi e motori che vanno ad innervare sia le zone limitrofe che, nel caso della colonna lombare, gli arti inferiori) provocando così dolori che possono essere confusi con dolori da artrosi o ernia discale. La terapia osteopatica in questo tipo di patologia è molto semplice.
Si parte dalla causa, cioè dal controllare e riallineare tutte le articolazioni del piede, poi si passa alla gamba (perone e tibia), al ginocchio, all'articolazione del femore col bacino, all'articolazione del bacino con il sacro per controllare e trattare in ultimo la colonna lombare. Si effettuano test di mobilità osso per osso e, scoperta la causa, si rimette in asse il bacino, il sacro e la colonna. Facciamo ora un esempio di mal di schiena di origine discendente: una donna viene "scippata" La trazione violenta del braccio mette in tensione il muscolo grande dorsale che va dalla spalla al bacino e alla colonna dorso-lombare, provocando così torsioni e disallineamenti a carico di queste strutture che possono dare una sintomatologia di dolore dorso-lombare. Anche in questo caso il trattamento efficace dovrà prendere in considerazione tutte le articolazioni coinvolte. Dobbiamo considerare un terzo tipo di mal di schiena che non dipende dalla colonna che è di origine viscerale. Spesso l'infiammazione di organi interni quali soprattutto il colon, gli organi genitali femminili, le vie urinarie possono infiammare i muscoli o i fasci nervosi limitrofi dando un dolore lombare riflesso. Questo tipo di patologia viene trattata con ottimi risultati dall'omeopatia e dall'agopuntura. Da quanto detto appare evidente come sia importante una diagnosi accurata nel caso di mal di schiena per curare nel modo più efficace e duraturo. .
Questa contrazione può provocare rigidità e conseguente mal di schiena al risveglio mattutino. Infine il sangue refluo dell'intestino, oberato dalle tossine, va ad appesantire le funzioni del fegato attraverso il sistema portale. Allora, come ovviare al mal di testa preservando lo stomaco ed il fegato? L Osteopata può dare una risposta a questa domanda con una ricerca della causa per approdare all'eliminazione del sintomo. E' l'eliminazione della causa e non del sintomo che rimuove il mal di testa. Come un vero detective l'Osteopata si serve del sintomo per seguire il percorso a ritroso e poi risalire alla fonte.L'Osteopata può trovare un’emicrania che proviene da una nevralgia: va all’origine del nervo e ripercorrendo il suo decorso verifica se vi sia compressione; a questo punto con delle manovre non invasive molto dolci, “libera” il nervo; L’Osteopata può trovare un mal di testa da sinusite: va a liberare i seni con delicate manovre di drenaggio e stimola il sistema immunitario tramite il sistema nervoso autonomo per facilitare l’eliminazione dell'infiammazione ed un buon trofismo della mucosa dei seni.
L'Osteopata può trovare una temuta emicrania a grappolo: il suo trattamento sarà orientato verso un drenaggio della circolazione cerebrale con appropriate manovre sul cranio. L’Osteopata può trovare una cefalea da ipertensione sistemica: va a controllare il sistema porta-cava ed il fegato per decongestionare e facilitare un corretto drenaggio vascolare.
L’Osteopata può trovare cefalee tensive o da stress: questo mal di testa e dato da tensioni muscolari che partendo dalla regione cervicale provocano una vasocostrizione che impedisce il libero fluire del sangue alla testa ed allora le manovre saranno dirette all'apparato muscolo-scheletrico della regione cervicale e dorsale ed anche al diaframma, catalizzatore di tutte le tensioni da stress. Infine vi sono cefalee di origine viscerale e/o da intolleranza alimentare che possono essere evitate eliminando gli alimenti che le provocano ma sempre sotto controllo medico-specialistico.
Vi sono purtroppo delle cefalee causate da formazioni tumorali dove ne i farmaci ne le altre medicine non convenzionali riescono ad ottenere risultati in quanto sono di competenza prettamente chirurgica.